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News n. 158 del 18/02/2006 14.58.18
GAUCCI: 60 ORE DI ACCUSE!
Riprendiamo qualche breve stralcio di una lunghissima intervista (si parla di 60 ore...) di Luciano Gaucci, ex patron del Perugia calcio ed ora latitante a Santo Domingo, rilasciata all'emittente perugina Umbria Tv e parzialmente ripresa dal quotidiano “La Repubblica” il 18 febbraio 2006.
Gaucci accusa: "Della Valle mi offrì 20 milioni di euro per far vincere la Fiorentina nello spareggio promozione per la A contro di noi. Fu un suo intermediario a incontrarmi in un locale pubblico di Arezzo. Io rifiutai - ha dichiarato Gaucci -, ma sono sicuro che 5-6 giocatori, vista la loro prestazione, si lasciarono corrompere per somme sicuramente inferiori a quelle che mi aveva offerto Della Valle". Gaucci punta il dito su tre ex giocatori del Perugia: Zè Maria (ora all'Inter), Di Loreto (alla Fiorentina), e Fresi. Il Perugia, nel doppio spareggio promozione, perse 1-0 in casa nella gara d'andata e pareggiò 1-1 a Firenze.
Le reazioni.
Il club viola ieri sera ha rifiutato qualunque tipo di commento sulla vicenda, oggi ha rilasciato un durissimo comunicato: "Chiederemo a Gaucci di rendere conto delle sue dichiarazioni alla magistratura. Le dichiarazioni di Luciano Gaucci sono talmente false da risultare ridicole e non meriterebbero alcun commento, se non offendessero il nome e la dignità della Fiorentina, dei suoi tifosi, dei giocatori e della città di Firenze. Solo per il rispetto di questi valori, che sono sempre stati al centro del nostro progetto, chiederemo a Gaucci di renderne conto alla magistratura".
Accuse anche a Mazzone.
Gaucci parla anche dello scudetto perso dalla Juventus nel 2000. Gaucci ricorda l'ultima gara di campionato, al "Curi", che la Juve perse 1-0 (gol di Calori) nel diluvio e in un campo impraticabile per molti ma non per l'arbitro di allora, Pierluigi Collina.
"La partita era stata già aggiustata, doveva vincerla la Juventus - accusa Gaucci -, Moggi aveva già fatto il contratto con Mazzone e Pieroni per farli andare l'anno dopo al Torino. Io mi imposi e visto che già l'anno passato ero stato minacciato dai tifosi della Lazio per quella gara persa con il Milan che fece vincere lo scudetto ai rossoneri, il martedì prima della gara mi recai a Perugia per parlare con i giocatori. Mazzone era davanti alla porta e non voleva farmi entrare nello spogliatoio, ma gli dissi che era un dipendente e lo feci uscire. Ai giocatori dissi che la partita era stata accomodata e che, se avessero fatto ciò che altri avevano già deciso per loro, li avrei mandati due mesi in Cina a disputare amichevoli e che al ritorno avrebbe giocato la Primavera, perchè tutti avrebbero dovuto sapere che si erano venduti la partita. Pieroni poi se ne andò a fare il direttore sportivo al Torino".